03 giugno 2012

Linguine al pesto di finocchietto con uva passa e acciughetta


Premessa: questo piatto è pazzesco e non perché l'abbia inventato io ma perché il pesto di finocchietto è qualcosa di libidinoso.
Tutto è nato quando mio padre, un paio di anni fa, si è portato dal suo paese nel viterbese una piantina di finocchio selvatico e l'ha trapiantata nel nostro giardino a Como.
Ora questa pianta di finocchio, che non è più selvatica ovviamente, è diventata rigogliosa - è alta circa 3 metri - e quindi io ho pensato bene di usare le barbe per farci del pesto.
I fiori purtroppo non sono buoni da essiccare perché, non essendo selvatici,  perdono il loro aroma poche settimane dopo la raccolta.
La ricetta, come vi dicevo, è stata più o meno inventata dalla sottoscritta facendo un collage di alcuni piatti trovati in rete. Devo ammettere che ero molto scettica sulle mie capacità inventive in cucina, di solito seguo le ricette pedissequamente, e invece questa l'ho azzeccata alla grande!
Il pesto ovviamente lo potete fare in abbondanza e poi conservarlo in freezer oppure in frigorifero dentro un vasetto di vetro e coperto sempre con un filo di olio extravergine d'oliva, per evitare l'ossidazione (anche se comunque perde molto in aroma e colore).
Io in ogni caso il pesto lo preferisco fatto al momento o poco tempo prima di mangiarlo.

LINGUINE AL PESTO DI FINOCCHIETTO 


Per il pesto:
3 pugni grandi di barbe di finocchietto
3 cucchiai di Pecorino Romano
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano
100 g mandorle spellate
2 spicchi di aglio
sale fino q.b.
olio evo q.b.

Per la pasta:
250 g di linguine
uno scalogno
mezza acciuga sott'olio
un pugnetto di uva passa
pane secco grattugiato
una decina di mandorle tostate
olio evo

Per il pesto: lavare le barbe di finocchietto sotto l'acqua fredda e scottarle per 2 minuti in acqua bollente con un pizzico di sale (conservando l'acqua di cottura). Scolarle e tuffarle immediatamente in acqua e ghiaccio.
Questa operazione permetterà di rendere le barbe più tenere e con un sapore meno erbaceo, ma allo stesso tempo il colore rimarrà brillante.
Strizzarle e frullarle (l'ideale sarebbe pestarle per lasciarle più grossolane) con i due formaggi, poco sale fino, l'aglio, le mandorle e qualche giro d'olio. Mettere tutto in una ciotola e aggiungere ancora olio e.v.o. fino al raggiungimento della densità voluta.

Preparare la pasta: cuocere la pasta nell'acqua del finocchietto lasciata da parte.
Nel mentre fare un soffritto con lo scalogno tritato, dopo un paio di minuti aggiungere l'acciuga sott'olio, schiacciarla con la forchetta e  poi aggiungere l'uvetta (fatta precedentemente gonfiare una mezz'ora in acqua tiepida) con qualche cucchiaiata di acqua della pasta e far cuocere.

Scolare la pasta al dente, condirla con il soffritto, mescolare velocemente e aggiungere il pesto di finocchietto con poca acqua di cottura della pasta.
Servire con un trito di mandorle tostate e il pan grattato abbrustolito in padella con olio.
Volendo, decorare con qualche goccia di pesto sul piatto.

6 commenti:

  1. deve avere un profumo e un sapore pazzeschi!

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    1. Sì cara Giuliana, confermo! :D

      Se riesci a recuperarti il finocchietto devi farlo per forza, anche se ormai non è più periodo...servirebbero i germogli.

      ;) Un abbraccio

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  2. Una ricetta gustosissima e invitante!!!! Complimenti, buon fine settimana

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  3. Mmmmhhh come me li mangerei volentieri !
    Mandi

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  4. Originale e buona, complimenti.
    Mandi

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    1. Grazie Rosetta! Se la provi fammelo sapere, ora non è periodo giusto perché servono i germogli nuovi del finocchio ma più avanti si può fare eccome!

      :)

      Buona serata :)

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